I focus precedenti

Nei secoli, l’ingegnosità degli artigiani ha perfino anticipato gli sviluppi della scienza e della tecnica. Oggi, nell’età del 4.0 procedono i nuovi artigiani, il cui estro artistico nel disegnare e produrre trova nella tecnologia lo strumento che coniuga scienza ed estetica. «Make in Italy» mette in vetrina questa antica-nuova figura, che svolge un compito paragonabile a quello del baco da seta che poi diventerà la farfalla di un largo ceto con eccellenti capacità imprenditoriali.
Decine di momenti di confronto con centinaia di ospiti alla prima edizione del Festival dedicato all'incontro tra digitale e manifattura. Molto apprezzati gli interventi di Antonio Calabrò, Ermete Realacci, Stefano Micelli, del direttore Corriere della Sera Luciano Fontana e di imprenditori come Alessandro Invernizzi di Lurisia e Giorgio Cattelan di Cattelan Italia. Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza: "Con il 4.0 i nostri artigiani protagonisti della ripresa". Antonio Maconi, curatore del Festival: "Portiamo nei territori idee per far crescere le PMI".
Ermete Realacci è stato uno dei protagonisti dell’evento di apertura del Make in Italy Festival, "La manifattura di domani, italiana e digitale". In questa intervista, pubblicata sul Corriere del Veneto, il presidente di Fondazione Symbola spiega la formula vincente del Made in Italy: «Le nostre imprese devono combinare il sapere digitale con il valore intrinseco del nostro Paese, la cultura. E scommettere sul green».
Troppo spesso nell’immaginario collettivo l’artigiano è solo quello che batte il ferro, oppure il calzolaio. È così, ma c’è anche dell’altro, molto altro. Per questo è nato Make in Italy: tre giorni di talk, laboratori diffusi, workshop e dibattiti per raccontare le eccellenze dell’artigianato veneto che si innova, costituito da imprese che a prescindere dalle dimensioni sono sempre più spesso «4.0» e digitali. Un numero speciale dedicato ai principali protagonisti della manifestazione.
Il design rappresenta in Italia un’industria da 29mila aziende, 48mila addetti e un fatturato di circa 4,3 miliardi di euro. Imprese che si concentrano proprio nelle aree in cui è più alta la presenza delle filiere di eccellenza del made in Italy, a conferma dello stretto legame tra design e capacità competitiva. È quanto emerge dai dati raccolti nel secondo rapporto Design Economy realizzato dalla Fondazione Symbola. Il presidente, Ermete Realacci, sarà tra i protagonisti dell’evento di apertura del Make in Italy, venerdì 8 giugno alle 11.30 al Castello di Thiene.
Steve Jobs diceva che chi vuole realizzare un buon software deve anche costruirsi un hardware adeguato. Una lezione che le nostre imprese più innovative vogliono applicare al mondo della manifattura. Per realizzare un buon prodotto servono macchine su misura in grado di valorizzare il saper fare della singola impresa: l’originalità si costruisce qui. Un numero speciale dedicato ai protagonisti del Make in Italy Festival e alla riflessione sul futuro della manifattura.
Nel prestigioso scenario del centro storico di Thiene il Make in Italy Festival farà della città la capitale dell’impresa di domani, promuovendo l’idea che un modo differente di fare e di pensare alla manifattura esiste e può renderci competitivi anche di fronte alle sfide di un mercato sempre più globale e tecnologico.
Dal ritorno ai materiali tradizionali alle nuove tecnologie digitali, dal saper fare artigiano alla proiezione nelle filiere globali, vecchi mestieri che si proiettano nel futuro con le nuove tecnologie: saranno questi i temi della prima edizione del Festival promosso da CNA Vicenza, ItalyPost e Comune di Thiene e che vedrà protagonisti decine di imprenditori “champion”, da Giorgio Cattelan a Riccardo Agugiaro, artigiani tecnologici e grandi ospiti come Antonio Calabrò, Ermete Realacci, Stefano Micelli, Marina Valensise, Aldo Bonomi e il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.