I focus precedenti

In sette anni di lavoro corale, Trieste Next è divenuto uno degli appuntamenti più importanti a livello nazionale per scoprire la scienza: luogo di dibattito aperto, informazione e conoscenza, di incontro tra mondo accademico e impresa, di promozione e valorizzazione del valore della ricerca. Alla vigilia dell'edizione 2018, l'obiettivo primario rimane restituire fiducia nella scienza come bene comune
“NatureTECH: il sottile confine fra biologico e biotecnologico”: questo il titolo della settima edizione di Trieste Next, in programma dal 28 al 30 settembre. Medicina personalizzata, terapia genica, intelligenza artificiale, controllo del clima, economia circolare: questi sono alcuni degli argomenti con cui il festival della scienza esplorerà il rapporto fra natura e tecnologia. Ospiti di spicco di quest’anno saranno Elena Cattaneo, Maria Chiara Carrozza, Roberto Burioni e Andrea Segrè.
Lombardia, Emilia e Nordest hanno saputo intercettare la ripresa, mentre la Liguria non ne ha giovato a pieno. Dario Di Vico, in questo editoriale pubblicato sul Corriere della Sera il 31 agosto, analizza il contesto nel quale va collocato il dibattito sullo sviluppo dei territori e sul futuro di Genova. La riflessione proseguirà a Piacenza, insieme ad Alberto Baban, presidente Venetwork, Carlo Bonomi, presidente Assolombarda, e Alberto Vacchi, presidente Confindustria Emilia Area Centro, nell’incontro “Il nuovo triangolo industriale: le idee per rinforzarlo”.
Il nuovo triangolo industriale, dicono gli esperti, è quello che raggruppa l’area che va da Varese a Bologna e, da lì, a Pordenone. Così il Festival Città Impresa, che già vanta una edizione primaverile a Vicenza e una autunnale a Bergamo, completa il suo raggio d’azione insediandosi a Piacenza, città snodo tra Milano e Bologna per discutere le incognite sulla ripresa. Prima edizione venerdì 14 settembre: tra gli ospiti, Di Vico, Vacchi, Bonomi, Baban, Saldutti, de Bortoli, Mazzucchelli, Massini e le imprese champion.
Trieste Next è dedicato a chi pensa che gli esseri umani siano diversi e separati da tutto il resto della natura. A chi pensa che la tecnologia sia fonte del male. Ma soprattutto, è dedicato a chi vorrebbe capirne di più, per saper dove mettere il confine tra quello che è possibile e quello che non è possibile fare. Non per incapacità tecnica, ma per ragionata e consapevole scelta etica, dopo aver capito come funziona e averci ragionato sopra.
“NatureTECH: il sottile confine fra biologico e biotecnologico”: questo il titolo di Trieste Next 2018, il festival della scienza, che si terrà dal 28 al 30 settembre. Nel corso della manifestazione si esploreranno le relazioni tra ricerca scientifica, innovazione, tecnologia e imprenditoria nel settore delle biotecnologie, della bioinformatica e delle scienze biomediche, in un’ottica di divulgazione e inclusione scientifica.
Nei secoli, l’ingegnosità degli artigiani ha perfino anticipato gli sviluppi della scienza e della tecnica. Oggi, nell’età del 4.0 procedono i nuovi artigiani, il cui estro artistico nel disegnare e produrre trova nella tecnologia lo strumento che coniuga scienza ed estetica. «Make in Italy» mette in vetrina questa antica-nuova figura, che svolge un compito paragonabile a quello del baco da seta che poi diventerà la farfalla di un largo ceto con eccellenti capacità imprenditoriali.
Decine di momenti di confronto con centinaia di ospiti alla prima edizione del Festival dedicato all'incontro tra digitale e manifattura. Molto apprezzati gli interventi di Antonio Calabrò, Ermete Realacci, Stefano Micelli, del direttore Corriere della Sera Luciano Fontana e di imprenditori come Alessandro Invernizzi di Lurisia e Giorgio Cattelan di Cattelan Italia. Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza: "Con il 4.0 i nostri artigiani protagonisti della ripresa". Antonio Maconi, curatore del Festival: "Portiamo nei territori idee per far crescere le PMI".