La normativa
Arrivano le small mid-cap per snellire la burocrazia
Superata la soglia dei 250 dipendenti per le imprese meno oneri e piu flessibilita
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola (Epa/Ronald Wittek, Ansa)
Sempre più imprese europee crescono oltre la soglia delle Pmi senza diventare davvero grandi gruppi, ma nel momento in cui superano i 250 dipendenti o i limiti di fatturato si ritrovano improvvisamente sottoposte a un carico normativo spesso sproporzionato rispetto alle loro risorse. È per ovviare a questa circostanza e che il Parlamento europeo ha deciso di approvare una nuova tipologia di azienda: si chiamano small mid‑cap companies (Smc), pensate come fascia intermedia con regole più leggere rispetto ai grandi player ma una maggiore flessibilità in confronto alle Pmi.
Il via libera è arrivato mercoledì 25 febbraio nel corso di una seduta congiunta di tre commissioni competenti, all’interno del più ampio pacchetto di semplificazione normativa. Le Pmi rappresentano il 99% delle aziende europee e, nella definizione classica, hanno meno di 250 dipendenti e un fatturato fino a 50 milioni di euro o un totale di bilancio fino a 43 milioni. Le nuove Smc verrebbero invece definite come aziende con meno di mille dipendenti e fino a 200 milioni di fatturato o 172 milioni di attivo, soglie più alte di quelle proposte inizialmente dalla Commissione.
La logica è accompagnare le imprese che escono dalla categoria Pmi senza sommergerle di burocrazia, seguendo il principio «think small first», che chiede di costruire le politiche europee guardando prima di tutto alle realtà più piccole e a quelle in fase di scale‑up. In pratica, alcune semplificazioni oggi riservate alle Pmi verrebbero estese anche alle Smc, a partire dagli obblighi di documentazione sulla protezione dei dati personali e dall’accesso ai mercati dei capitali.
Sul fronte della tutela dei dati personali, le Smc potrebbero beneficiare di regole alleggerite sulla tenuta dei registri, ma solo quando il trattamento è considerato a basso rischio e mai in presenza di informazioni sensibili, come dati sanitari, biometrici o politici. Il pacchetto apre le porte anche ai “mercati di crescita” per le Pmi, segmenti pensati per facilitare la raccolta di capitali in borsa con prospetti più semplici e meno costosi: una possibilità che, se confermata, renderebbe più agevole il salto verso il mercato dei capitali anche per le imprese di media dimensione.
Il provvedimento tocca anche altri ambiti, come gli obblighi di due diligence nelle filiere e alcune normative ambientali, con revisioni meno frequenti e soglie più mirate per far scattare gli adempimenti, e prevede che gli Stati membri supportino Pmi e Smc nel rispettare i requisiti di resilienza delle infrastrutture critiche e nell’uso degli strumenti di difesa commerciale.
«Con la nuova categoria delle small mid‑cap riconosciamo che molte aziende in crescita hanno superato la definizione di Pmi ma devono ancora affrontare oneri normativi sproporzionati», ha commentato Markus Ferber, coordinatore dei Popolari per gli affari economici. Il pacchetto è atteso dal voto in emiciclo durante la plenaria in programma dal 9 al 12 marzo, a cui seguiranno i negoziati con i governi nazionali riuniti in Consiglio.



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