L’Islanda pronta al referendum per riaprire i negoziati con l’Ue
Reykjavík rilancia l'adesione all'Unione dopo le tensioni in Groenlandia. Appuntamento fissato al 29 agosto
La premier islandese, Kristrún Frostadóttir, insieme alla presidente della Commissione, von der Leyen (Epa/Olivier Matthys, Ansa)
BRUXELLES – L’Unione europea si prepara ad aprire il suo personalissimo passaggio a Nord-Ovest, a quasi novant’anni dalla pubblicazione dell’omonimo romanzo di Kenneth Roberts. In seguito agli annunci dello scorso 25 febbraio, ieri l’Islanda ha ufficializzato la data del referendum per riaprire i negoziati di adesione all’Unione europea. Il 29 agosto i quasi 400 mila abitanti dell’isola, la cui capitale è Reykjavík, saranno chiamati a esprimere un voto che, secondo la premier Kristrún Frostadóttir, potrà risolvere «un dibattito che aleggia da tempo sulla nazione».
Il Paese artico, membro effettivo dello Spazio economico europeo (See) e dell’area di libero scambio (Efta), conta una densità di appena 4 abitanti per chilometro quadrato, ma un Pil pro capite a parità di potere d’acquisto tra i più alti al mondo, sensibilmente superiore alla media europea. La domanda di adesione all’Ue è stata presentata per la prima volta nel 2009, ma i colloqui si sono congelati alla vigilia delle elezioni parlamentari nel 2013 per una disputa su questioni legate alla pesca, fino a che, nel 2015, Reykjavík non si è definitivamente ritirata.
L’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Groenlandia ha riacceso il dibattito sulla possibilità che l’Islanda riaprisse l’impolverato dossier dell’adesione all’Unione europea. Già lo scorso anno un sondaggio condotto dall’istituto americano Gallup mostrava il 44,3% degli islandesi favorevole all’ingresso nell’Ue, a fronte di un 35,6% contrario, mentre i tre quarti della popolazione accoglieva con favore un referendum popolare indipendentemente dal proprio orientamento di voto.
Una prospettiva destinata a diventare realtà entro fine estate. «Il popolo islandese deve prendere una decisione importante», ha dichiarato su X la commissaria per l'Allargamento, Marta Kos. In caso di vittoria del sì, l'Islanda sarà chiamata nuovamente alle urne una volta conclusi i negoziati di adesione. Ultimo passo prima dell’ingresso in un club che oggi conta 27 Stati membri, ma con altri 9 in lista d’attesa: fra questi la Turchia, che presentò per la prima volta domanda nel 1987, ma anche il Montenegro, il più accreditato nei Balcani occidentali per l’adesione entro il 2030, e infine l’Ucraina, recentemente “scottata” dalla decisione degli ambasciatori Ue di frenare l’ipotesi di un ingresso accelerato entro il 2027.


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