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Simone Matteis

06 Marzo 2026, 20:00

L’Islanda pronta al referendum per riaprire i negoziati con l’Ue

Reykjavík rilancia l'adesione all'Unione dopo le tensioni in Groenlandia. Appuntamento fissato al 29 agosto

L’Islanda pronta al referendum per riaprire i negoziati con l’Ue

La premier islandese, Kristrún Frostadóttir, insieme alla presidente della Commissione, von der Leyen (Epa/Olivier Matthys, Ansa)

BRUXELLES – L’Unione europea si prepara ad aprire il suo personalissimo passaggio a Nord-Ovest, a quasi novant’anni dalla pubblicazione dell’omonimo romanzo di Kenneth Roberts. In seguito agli annunci dello scorso 25 febbraio, ieri l’Islanda ha ufficializzato la data del referendum per riaprire i negoziati di adesione all’Unione europea. Il 29 agosto i quasi 400 mila abitanti dell’isola, la cui capitale è Reykjavík, saranno chiamati a esprimere un voto che, secondo la premier Kristrún Frostadóttir, potrà risolvere «un dibattito che aleggia da tempo sulla nazione».

Il Paese artico, membro effettivo dello Spazio economico europeo (See) e dell’area di libero scambio (Efta), conta una densità di appena 4 abitanti per chilometro quadrato, ma un Pil pro capite a parità di potere d’acquisto tra i più alti al mondo, sensibilmente superiore alla media europea. La domanda di adesione all’Ue è stata presentata per la prima volta nel 2009, ma i colloqui si sono congelati alla vigilia delle elezioni parlamentari nel 2013 per una disputa su questioni legate alla pesca, fino a che, nel 2015, Reykjavík non si è definitivamente ritirata.

L’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Groenlandia ha riacceso il dibattito sulla possibilità che l’Islanda riaprisse l’impolverato dossier dell’adesione all’Unione europea. Già lo scorso anno un sondaggio condotto dall’istituto americano Gallup mostrava il 44,3% degli islandesi favorevole all’ingresso nell’Ue, a fronte di un 35,6% contrario, mentre i tre quarti della popolazione accoglieva con favore un referendum popolare indipendentemente dal proprio orientamento di voto.

Una prospettiva destinata a diventare realtà entro fine estate. «Il popolo islandese deve prendere una decisione importante», ha dichiarato su X la commissaria per l'Allargamento, Marta Kos. In caso di vittoria del sì, l'Islanda sarà chiamata nuovamente alle urne una volta conclusi i negoziati di adesione. Ultimo passo prima dell’ingresso in un club che oggi conta 27 Stati membri, ma con altri 9 in lista d’attesa: fra questi la Turchia, che presentò per la prima volta domanda nel 1987, ma anche il Montenegro, il più accreditato nei Balcani occidentali per l’adesione entro il 2030, e infine l’Ucraina, recentemente “scottata” dalla decisione degli ambasciatori Ue di frenare l’ipotesi di un ingresso accelerato entro il 2027.

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