20 Marzo 2026 | 22:14

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S.M.

20 Marzo 2026, 20:00

La scheda

Corsa contro il tempo per abbattere le «terribili barriere» del Mercato Unico. Tutti i dossier da chiudere entro il 2027

Un’Europa, un solo mercato e una scadenza, il 2027. La strada verso l’integrazione e il rilancio della politica industriale comunitaria inizierà già quest’anno, nell’ottica di abbattere quelle che dalle parti di Bruxelles chiamano le dieci “terribili barriere” che ancora inceppano il Mercato unico mentre i concorrenti globali non accennano a decelerare. Nelle conclusioni del Consiglio europeo, i 27 capi di Stato e di governo hanno adottato le proposte della squadra di commissari guidata da Ursula von der Leyen trasformandola in una serrata tabella di marcia su competitività, energia, finanza e semplificazione. «La concorrenza globale è cambiata e di conseguenza devono cambiare anche le nostre regole» ha avvertito la presidente della Commissione, annunciando una revisione «urgente» delle linee guida sulle fusioni aziendali e promettendo una bozza del provvedimento già in vista del vertice informale di aprile.

Il cuore operativo dell’agenda approvata giovedì a Bruxelles è la lista dei dossier previsti in chiusura entro fine anno. Fra tutti, spicca il 28° regime societario – già presentato ufficialmente dalla Commissione – che consentirà alle imprese di operare in tutta Europa con un set unico di regole digitali, al netto di questioni ancora da limare per affrancare la gestione delle controversie dal diritto dei singoli Paesi. A questo si aggiunge una dichiarazione elettronica unica per il distacco dei lavoratori e i servizi transfrontalieri, pensata per ridurre burocrazia e incertezze, mentre uno dei nodi più sensibili riguarda il riconoscimento delle qualifiche professionali: una nuova proposta dovrà rafforzare la portabilità dei titoli e la loro digitalizzazione, così da rendere davvero possibile la mobilità dei lavoratori qualificati.

Nella stessa logica si inserisce lo European Business Wallet, il portafoglio digitale europeo per le imprese che dovrebbe rendere effettivo il principio once only, in virtù del quale sarà possibile fornire i dati una sola volta alla Pubblica amministrazione e con una condivisione automatica fra Stati membri. Per chi vende beni in più Paesi resta cruciale la semplificazione su etichettatura e packaging, con nuove norme per armonizzare i requisiti nazionali e, al tempo stesso, rafforzare i controlli su prodotti non conformi, soprattutto se importati da Paesi terzi. Il tutto dentro una più ampia operazione di pulizia normativa favorita da pacchetti Omnibus di semplificazione, incluso uno specifico sull’intelligenza artificiale da approvare entro fine anno.

Sul fronte energetico, la revisione del meccanismo Ets annunciata per l’estate andrà di pari passo con la presentazione del cosiddetto “pacchetto Reti”, con cui Bruxelles punta ad accelerare le autorizzazioni, rafforzare le interconnessioni e proteggere le infrastrutture critiche. Non ultimo, l’Industrial Accelerator Act presentato a metà marzo è destinato a diventare l’atto bandiera del 2026 sul versante industriale, con l’introduzione di preferenza europea per settori e tecnologie ritenuti strategici, entro i limiti degli obblighi internazionali e affiancandosi alla mappatura delle dipendenze Ue nelle catene del valore sensibili.

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