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Simone Matteis

23 Marzo 2026, 20:00

Commercio globale

Accordo Ue-Australia al rush finale. Nel mirino di Bruxelles terre rare per la transizione verde e digitale

Von der Leyen a Canberra per «l’ultimo miglio» dopo dieci anni di stallo. Tutele più forti per scongiurare un “Mercosur bis” sul fronte agricolo

Accordo Ue-Australia al rush finale.  Nel mirino di Bruxelles terre rare per la transizione verde e digitale

La presidente della Commissione von der Leyen con la governatrice generale australiana Mostyn (Epa/Dean Lewins Australia And New Zealand Out, Ansa)

BRUXELLES – Missione in Australia per Ursula von der Leyen, che fino a mercoledì sarà a Canberra per provare a chiudere un accordo commerciale in grado di generare ogni anno risparmi fino a 1 miliardo grazie al reciproco taglio dei dazi e scrivere un +33% nella casellina dell’export europeo. Sul tavolo ci sono diversi dossier rilevanti, dalle terre rare di cui l’Australia detiene alcune delle maggiori riserve al mondo fino a un allargamento delle maglie sul fronte agricolo, tema che scalda i cuori di una discreta fetta d’Europa a poche settimane dalle firme degli accordi con Mercosur e India.

Compito tutt’altro che semplice per la presidente della Commissione. Siamo «all’ultimo miglio, quello più difficile» dichiarano da Palazzo Berlaymont, presentando il rush finale dei negoziati tra Bruxelles e Canberra. «Se l’accordo andrà in porto, tornerò a raccontarvi buone notizie riguardo alle esportazioni, ai materiali critici, alla cooperazione in materia di sicurezza e difesa», promette il portavoce dell’esecutivo, Olof Gill. Ad accogliere Ursula von der Leyen sarà il premier Anthony Albanese, al governo dal 2022. Concludere l’accordo dopo uno stallo di oltre dieci anni avrebbe un forte valore innanzitutto per l’Australia, desiderosa di conquistare il libero accesso al mercato europeo stimato in oltre 19 trilioni di dollari e 450 milioni di persone. Un’alternativa da valorizzare contro la dipendenza dalle forniture cinesi, ma anche in risposta alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

Per l’Europa, il patto commerciale vale innanzitutto l’accesso alle materie prime critiche, di cui il Vecchio Continente soffre una carenza cronica. Dall’alluminio al litio, si tratta di componenti decisive per numerosi settori industriali e, proprio per questo, Germania e Italia guidano il fronte degli ottimisti. L’obiettivo del futuro accordo di libero scambio è «ridurre o eliminare i dazi bilaterali sui materiali critici e sui prodotti derivati», in modo da avere «catene di approvvigionamento più solide, efficaci e affidabili con un partner fondamentale», sottolinea ancora Gill.

Ciò che invece bisogna scongiurare, almeno dal lato europeo, è il riacutizzarsi delle tensioni interne legate all’agricoltura. Niente “Mercosur bis”, tanto per intenderci, in riferimento alla lunga ondata di proteste che hanno contribuito a tenere in stand-by l’accordo col Sudamerica per oltre 25 anni e i cui strascichi, passeggiando per il quartiere europeo a Bruxelles, sono ancora ben visibili nelle scritte sui muri antistanti il Parlamento. «Inseriremo le più forti tutele possibili per i settori sensibili dell’Ue» assicurano dalla Commissione, rivendicando il risultato «straordinario per l’occupazione e le opportunità nelle aree rurali» stimato in un surplus commerciale agroalimentare di 50 miliardi di euro.

A Bruxelles, però, sanno fin troppo bene che la riapertura dei dossier agricoli, su tutti quello relativo all’import di carne bovina e ovina dall’Australia, ha buone possibilità di rimettere in moto le resistenze di Francia, Irlanda e altri grandi esportatori agricoli come la Polonia. La scelta dell’esecutivo è dunque quella di gettare in via precauzionale acqua sui tizzoni ardenti, proprio nel giorno in cui viene ufficializzata l’entrata in vigore dell’applicazione provvisoria del trattato Ue-Mercosur. Con una nota diramata ieri, la Commissione ha ufficializzato che «l'accordo intergovernativo si applicherà provvisoriamente a partire dal 1° maggio tra l'Ue e tutti i Paesi del Mercosur che completeranno le procedure di ratifica entro fine marzo».

Argentina, Brasile e Uruguay hanno già concluso l’iter mentre il Paraguay, «custode legale dei trattati», ha recentemente ratificato l'accordo e dovrebbe inviare a breve la notifica a Bruxelles. «L'applicazione provvisoria – si legge ancora nella nota – garantisce l'eliminazione dei dazi su determinati prodotti fin dal primo giorno, creando regole prevedibili per gli scambi commerciali e gli investimenti». Imprese, consumatori e agricoltori europei «possono iniziare a raccogliere i frutti dell'accordo immediatamente, mentre i settori sensibili dell'economia dell'Ue sono pienamente protetti da solide garanzie» assicurano dal Berlaymont, mentre il via libera del Parlamento resta sospeso in attesa della pronuncia definitiva da parte della Corte di Giustizia.

I DATI

1 miliardo
taglio dei dazi stimato all’anno

+33%
aumento stimato dell’export Ue

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