Guerra commerciale
Gli Usa intimano a Bruxelles di approvare l’accordo sui dazi
La minaccia dell’ambasciatore Puzder: «A rischio l’accesso privilegiato al gas»
Plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles (Epa/Olivier Hoslet, Ansa)
Washington cerca di tenere alta la tensione in vista del voto del Parlamento europeo sull’accordo di Turnberry, il patto tra Unione europea e Stati Uniti sui dazi imposti dalla Casa Bianca. Domani una plenaria in versione “ridotta” voterà a Bruxelles – anziché a Strasburgo, come di consueto – sull’intesa relativa alle extra tariffe raggiunta da Ursula von der Leyen e Donald Trump. Dopo settimane di stallo per via delle mire del tycoon sulla Groenlandia, oltre che per la recente pronuncia della Corte Suprema americana, l’Eurocamera si prepara a votare sul dossier dazi. Al suo interno, un maxi‑pacchetto energetico da 750 miliardi di dollari con cui gli Stati Ue acquisteranno Gnl statunitense.
L’ambasciatore Usa presso l’Unione europea, Andrew Puzder, ha però messo in guardia il Parlamento: se l’intesa verrà modificata, l’Europa potrebbe perdere l’accesso «favorevole» alle forniture di gas liquefatto americano, particolarmente rilevante alla luce dello stop alle forniture dalla Russia. «Se Turnberry non viene attuato, torniamo al punto di partenza», ha dichiarato Puzder al Financial Times, sottolineando come «là fuori ci sono altri acquirenti». I termini dell’intesa su volumi e prezzi – almeno dal punto di vista americano – potrebbero quindi svanire rapidamente se l’Ue dovesse tornare sui propri passi.
Il testo negoziato la scorsa estate prevede l’azzeramento dei dazi europei su un’ampia gamma di prodotti industriali e agricoli statunitensi in cambio di un tetto uniforme del 15% sulle tariffe Usa applicate a molte esportazioni Ue, dalle auto ai macchinari fino a farmaci e beni di consumo. Sul versante energetico, Bruxelles si impegna ad acquistare in tre anni circa 750 miliardi di dollari di prodotti americani: in primo luogo il Gnl, ma anche petrolio e combustibili nucleari. Una scelta presentata dalla Casa Bianca come uno strumento per ridurre il deficit commerciale, mentre in Europa cresce il dibattito sul rischio di sostituire la dipendenza dal gas russo con una nuova dipendenza strutturale dagli Stati Uniti.
È proprio su questo equilibrio che interviene il Parlamento europeo. La commissione per il Commercio internazionale ha approvato emendamenti che permettono la sospensione automatica delle preferenze tariffarie qualora un cambio di politica a Washington dovesse far superare il tetto del 15% oppure – Groenlandia docet - colpire gli interessi essenziali di sicurezza dell’Ue, inclusa la sua integrità territoriale. Nel frattempo, in attesa del voto di giovedì, lo stesso ambasciatore Puzder è intervenuto per annunciare che Europa e Stati Uniti sarebbero «molto vicini» al raggiungimento di un accordo sulle terre rare: l'obiettivo, ha spiegato, è fissare prezzi minimi alla produzione per provare a mettere fuori gioco Pechino.


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