Bruxelles
Mercato del carbonio, prima revisione dall’Ue. Le quote in surplus stabilizzeranno i prezzi
Stop al taglio dei certificati eccedenti per creare un «cuscinetto di liquidità» contro la volatilità dei costi della CO₂
(Shutterstock)
BRUXELLES – La Commissione europea avanza la sua proposta per modificare il sistema Ets, da cui dipende lo scambio delle quote di emissione del carbonio. L’iniziativa presentata ieri, se da un lato conferma l’impegno preso da Ursula von der Leyen davanti ai leader europei, dall’altro lascia più di qualche dubbio tra le imprese dei settori su cui ricadono i costi dell’Ets.
La proposta interviene sulla riserva di stabilità del mercato (nota con la sigla Msr), ovvero il meccanismo che inietta permessi nel sistema quando ce ne sono troppo pochi e li ritira quando invece si registra un eccesso di offerta. Nel regime attuale, tutte le quote accumulate oltre la soglia dei 400 milioni vengono automaticamente invalidate. La modifica proposta dalla Commissione intende interrompere questo meccanismo di cancellazione, consentendo di conservare tali quote come “cuscinetto” a supporto della stabilità del mercato: «Non possiamo permettere che la scarsità delle quote danneggi le nostre industrie o penalizzi chi intende investire in Europa», spiega un alto funzionario Ue.
Con il surplus sostanzialmente riassorbito e un tetto alle emissioni che continuerà a scendere, la prosecuzione indefinita delle cancellazioni – avverte la Commissione – rischierebbe tuttavia di ridurre troppo l’offerta complessiva di permessi disponibile nei prossimi decenni, irrigidendo il mercato e spingendo il prezzo della CO₂ verso l’alto sia nel breve sia nel lungo periodo. Con la conseguenza, chiaramente indicata da Bruxelles come scenario da evitare, che in un contesto contrassegnato da tensioni internazionali e da una forte volatilità dei prezzi energetici un eccesso di scarsità possa trasformare l’Ets in un «fattore destabilizzante per le imprese energivore».
Il nuovo assetto proposto per la Msr conserva la struttura di base del meccanismo: assorbimento automatico in presenza di surplus, rilascio di quote quando si profila una carenza. A variare è la logica finale: le quote che finora venivano annullate verranno accumulate in una riserva che potrà essere utilizzata come un cuscinetto – tecnicamente, «liquidity buffer» - per attenuare futuri shock di prezzo e gestire meglio le fasi di scarsità dopo il 2030.
Nella lettura dell’esecutivo, questo intervento non snatura l’Ets ma ne rafforza la capacità di garantire stabilità e prevedibilità in un sistema che resta «un caposaldo della decarbonizzazione». Le stime parlano di una riduzione delle emissioni europee tra 1990 e 2024 fino al 39%, di pari passo a un aumento dell’economia del 71%. La proposta, che stabilisce la cessazione dell’invalidazione delle quote sopra i 400 milioni a partire dall’entrata in vigore dell’emendamento, verrà esaminata da Parlamento e Consiglio secondo quella che è la procedura legislativa ordinaria.
L’iniziativa presentata ieri non è che il primo passo di una revisione più ampia attesa per luglio, chiamata ad allineare l’Ets al nuovo obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni al 2040. La «profonda» revisione promessa da Bruxelles riguarderà innanzitutto l’aggiornamento dei benchmark che definiscono la quantità di quote gratuite assegnate agli impianti nel periodo 2026‑2030, pur rimarcando i «parametri molto rigidi» che contribuiscono a determinarli.
I calcoli della Commissione indicano un taglio medio di circa il 12% delle assegnazioni gratuite rispetto al quinquennio precedente (circa 25 miliardi di euro in meno), pur lasciando all’industria un pacchetto stimato attorno ai 200 miliardi in cinque anni e una copertura media delle emissioni attesa in calo dall’85% al 75%. In questo scenario si inseriscono le richieste di alcuni settori, su tutti quello della ceramica, che chiedono un congelamento dei benchmark, richiesta che però – ribadisce la fonte istituzionale – si mantiene incompatibile con il testo attuale della direttiva.
Sulla proposta avanzata dall’esecutivo si è espresso anche il commissario europeo per l'Ambiente. Le modifiche alla riserva di stabilità rappresentano «un primo passo importante nella modernizzazione del nostro mercato del carbonio» ha dichiarato Wopke Hoekstra, annunciando la disponibilità a garantire già nei prossimi giorni che «il sistema non abbia troppa volatilità». Da Roma, dov’è intervenuto in audizione congiunta davanti alle commissioni di Camera e Senato, il commissario ha difeso il sistema Ets per aver «funzionato molto bene negli anni passati» e perché, senza di esso, «continueremmo ad essere dipendenti dalla stessa forma di energia», pur ribadendo la disponibilità di Bruxelles ad una revisione migliorativa già nei prossimi mesi.

400 mln
Soglia riserva di stabilità (Msr)
39%
Calo emissioni (1990-2024)
12%
Taglio quote gratuite (’26-’30 su ’21-’25)
2034
Prolungamento quote gratuite



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