Le critiche
L’allarme della ceramica: «Bruxelles fa autogol»
Summit d’urgenza a Las Vegas, dove è in corso la fiera Coverings: «Favoriti i concorrenti che non rispettano norme ambientali»
Graziano Verdi, vicepresidente di Confindustria Ceramica (Courtesy Confindustria Ceramica, via Linkedin)
Non se lo aspettavano. Non dopo la missione a Bruxelles, appoggiati dalla Comunità di Valencia e dalla Regione Emilia-Romagna, nonché da tutti i gruppi parlamentari europei. Non dopo l’alleanza con gli industriali della ceramica spagnoli per chiedere una sospensione o quanto meno una revisione del sistema Ets, meno penalizzante per le imprese fortemente energivore. E invece a Las Vegas, nel bel mezzo di Coverings, la più importante manifestazione fieristica del Nord America dedicata al settore, i vertici di Confindustria Ceramica sono stati costretti a riunirsi d’urgenza. Gelati dalle notizie in arrivo dall’Europa. Nessun allentamento delle misure. Al contrario, la Commissione europea si prepara a inasprire la normativa, con una riduzione drastica delle quote gratuite di anidride carbonica e un conseguente aumento dei costi legati all’Ets sulle emissioni che, come rileva Confindustria Ceramica, allo stato attuale non possono essere diminuite a causa della mancanza di tecnologie disponibili.
«Paghiamo un prezzo troppo elevato per una transizione che non siamo tecnicamente in grado di realizzare nei tempi richiesti», dice Graziano Verdi, vicepresidente di Confindustria Ceramica e presidente del Cet, l’associazione europea del settore.
L’approccio dell’Europa «è profondamente errato», osserva a sua volta Alberto Echevarria, segretario generale di Ascer, l’associazione spagnola dell’industria ceramica. «Per ragioni tecnologiche non siamo in grado di utilizzare la biomassa come combustibile alternativo», prosegue Echevarria, riferendosi ai benchmark individuati da Bruxelles per l’assegnazione delle quote gratuite: sono infatti calcolati sulla base delle performance di impianti di altri settori industriali, inclusi quelli che possono utilizzare biomasse come fonte di energia.
A Las Vegas le cinquanta aziende del distretto modenese di Sassuolo hanno fatto rapidamente i conti. Oggi il sistema Ets (percepito come una tassa occulta) pesa sulle aziende per 130 milioni all’anno, con un impatto diretto sugli investimenti: nel 2024 se ne sono persi 80 milioni. Fermo restando il quadro attuale, nei prossimi cinque anni il meccanismo delle quote peserà per 180 milioni.
La piastrella costerà un euro in più al metro quadrato, il 25% della quotazione sul mercato globale del prodotto indiano, che viaggia intorno ai 4 euro, sempre a metro quadrato. Un aggravio che, secondo gli industriali, non è assorbibile dal mercato, non in queste condizioni.
«Siamo di fronte a un fatto particolarmente grave, peraltro in uno scenario di guerra – protesta Verdi. Abbiamo una produzione altamente sostenibile e facciamo autogol creando le condizioni affinché i competitor che hanno meno vincoli ambientali e sociali possano crescere».
Il rischio? «Le delocalizzazioni produttive, con investimenti in Paesi dove le normative sulla sostenibilità sono meno stringenti», dice Vittorio Borelli, vicepresidente di Confindustria Ceramica.
Il pensiero va sempre ai concorrenti in cerca di spazi nel mondo che competono a colpi di prezzi bassi. Indiani, prima di tutto (anche se adesso l’India è messa fuori gioco dalla forte carenza di gas per il blocco dello stretto di Hormuz). Poi messicani e turchi, mentre le importazioni dalla Cina in Europa sono state frenate dai dazi antidumping che arrivano fino al 70%.
L’allarme è forte. «È in gioco la tenuta dei territori», osserva l’imprenditore Alberto Selmi, anche lui ai vertici dell’associazione nazionale di settore. Il riferimento è ai livelli occupazionali. «Mai come ora i lavoratori sono dalla nostra parte, siamo di fronte alla prospettiva di una deindustrializzazione», aggiunge Selmi.
Il punto è che le quotazioni del sistema Ets sono in mano alla speculazione finanziaria, come denunciano da tempo gli industriali. «Questa è una guerra per la sopravvivenza, con un sistema Ets che sta arricchendo gli speculatori nel mondo», dice Federico Curioni, presidente di Landmark.
Alla fine, tutti concordi nel ritenere che sia a rischio la stessa sopravvivenza dell’industria ceramica europea. Ma che, persa una battaglia, si possa alla fine vincere la guerra. «Rispetto agli anni scorsi la consapevolezza della gravità del problema è aumentata», dice infatti Armando Cafiero, direttore generale di Confindustria Ceramica.

130 milioni
Peso annuale degli Ets sulle imprese
80 milioni
Investimenti persi nel 2024
25%
Quota del mercato ceramico occupata dall'India
70%
Dazi antidumping europei sui prodotti cinesi



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