Il caso
Il “cavallo di Troia” europeo. Le intercettazioni che rivelano l’influenza di Mosca (e Pechino)
Vladimir Putin stringe la mano al ministro degli Esteri ungherese Szijjártó (Mikhail Metzel, Epa)
«Ho detto qualcosa di sbagliato?» E ancora: «Sono sempre a vostra disposizione». Sono solo alcune delle frasi emerse dalle intercettazioni telefoniche tra il ministro degli esteri ungherese, Péter Szijjártó, e l’omologo russo, Sergej Lavrov. A renderle note è un’inchiesta pubblicata a fine marzo da un pool di media indipendenti, tra cui The Insider e VSquare. Nel 2024 una fitta serie di comunicazioni tra i due ministri svela le pressioni esercitate da Szijjártó in Europa per rimuovere dalla lista dei soggetti sanzionati la sorella del magnate Alisher Usmanov. «Insieme agli slovacchi stiamo presentando una proposta per ottenerne la rimozione, faremo del nostro meglio» assicurava Szijjártó con un tono che l’inchiesta definisce «deferente e quasi ossequioso».
L’influenza del Cremlino sull’Ungheria è un tema noto da tempo in Europa, tornato fortemente alla ribalta dopo il vertice del Consiglio Ue dello scorso 19 marzo. Secondo alcune indiscrezioni del Washington Post, il rappresentante del governo guidato da Viktor Orbán avrebbe tenuto un filo diretto con Mosca anche durante il summit rivelando dettagli su dossier particolarmente riservati. Basti ricordare che i leader europei hanno discusso anche del prestito da 90 miliardi all’Ucraina oltre che di questioni energetiche, a cui la Russia guarda con particolare attenzione considerata la sua propensione all’export di gas e petrolio.
Al di là di una mai celata “simpatia” del premier Orbán verso l’orientamento politico di Vladimir Putin, uno dei principali link tra Budapest e Mosca riguarda le forniture energetiche. L’oleodotto Druzhba (o “dell’amicizia”) rifornisce la rete ungherese dalla Russia attraversando l’Ucraina: i recenti danneggiamenti dell’infrastruttura e i ritardi nelle riparazioni – di cui Orbán incolpa le autorità di Kiev – hanno contribuito a rafforzare la narrazione secondo cui il Paese sarebbe «naturalmente dipendente» dalle forniture russe. Mol, il principale operatore statale di gas e petrolio, è l'ultimo grande acquirente di greggio russo in Ue: diverse analisi stimano che Budapest abbia incrementato la sua dipendenza da Mosca passando dal 61% al 93% dal 2021 al 2025.
Eppure, un’alternativa sembrerebbe esistere. Si tratta dell’oleodotto Adria, gestito dalla società statale croata Janaf. Le condutture collegano il terminale adriatico di Omišalj alle raffinerie nei Balcani centrosettentrionali fino in Ungheria, con tariffe di transito più basse per il greggio non russo (12 euro a tonnellata) rispetto a quelle in vigore lungo l’oleodotto Druzhba (21 euro). Da Zagabria insistono sulla capacità di soddisfare la domanda di Ungheria e Slovacchia, le quali invece contestano l’economicità del mercato russo e rimarcano l’impossibilità di affidarsi a forniture alternative.
La Russia non è l’unica potenza estera ad esercitare la sua influenza su Budapest. All’interno dell’Ue, l’Ungheria è diventata il principale hub per gli investimenti cinesi, dalle infrastrutture ferroviarie alla filiera dei veicoli elettrici. Secondo un rapporto congiunto del Mercator Institute for China Studies e del Rhodium Group pubblicato nel 2024, il Paese ha assorbito il 44% di tutti gli investimenti diretti cinesi in Europa nel 2023 (6,8 miliardi) diventando la principale destinazione dei capitali di Pechino nel continente davanti a Germania, Francia e Regno Unito.
Infine, gli Stati Uniti di Donald Trump. Il tycoon ha definito Orbán un «leader forte e potente» oltre che «un vero amico», enfatizzando l’importanza della cooperazione con i governi conservatori europei che pone Bruxelles in una situazione di notevole imbarazzo anche – se non soprattutto – alla luce delle aspre tensioni con l’altra sponda dell’Atlantico.

93%
dipendenza energetica dalla Russia
44%
investimenti diretti cinesi in Ungheria sul totale Ue
21€/tonnellata
tariffa transito oleodotto Druzhba
12€/tonnellata
tariffa transito oleodotto Adria



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