Celebrazioni
Eugenio Montale e le sue profezie nei toni del grigio sul nostro tempo
A Palazzo Madama la celebrazione di uno schivo poeta europeo premiato con il Nobel nel 1975 dopo un ballottaggio di più nominativi
Il poeta Eugenio Montale (Ansa)
«Comunque, non provo alcuna avversione per Roma, non mi è per nulla antipatica, anche se si mangia male, se c’è un cattivo clima e un cattivo riscaldamento e se mi infastidisce la corruzione romanesca della lingua italiana». Eugenio Montale commentava così i suoi viaggi nella capitale, dove pare andasse di
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Turchia sempre più forte I tre pilastri dell’avanzata
di Alessandro Arduino
Mentre l’Europa resta assorbita dall’ansia per l’invasione russa dell’Ucraina e dall’ipotesi, fino a poco tempo fa impensabile, di una ...