Marche, Confindustria ritenta le fusioni tra diffidenze, conti sospesi e campanili
Ancona, Macerata e Fermo avviano il percorso verso un’unica associazione. Nozze fissate nel 2028, ma Pesaro e Ascoli Piceno si chiamano fuori. Pesano fallimenti passati, asset sbilanciati e quote associative diverse
Massimo Cecchini, presidente Confindustria Pesaro e Urbino (Ansafoto)
Ha il sapore di un déjà vu, più che di una svolta storica, la fusione annunciata da tre delle cinque Confindustrie marchigiane. I Consigli generali di Ancona, Macerata e Fermo hanno dato ufficialmente il via al percorso che dovrebbe portare entro il 2028 a un’unica associazione, lasciando formalmente aperta la
...Questo articolo è riservato agli abbonati



Il fisco populista fa solo danni all'economia
di Roberto Mania
Nella prossima busta paga di circa quattro milioni di lavoratori arriverà uno nuovo bonus dovuto alla parziale detassazione degli aumenti ...