08 Aprile 2026 | 22:10

Cerca

Marco Bentivogli

08 Aprile 2026, 20:00

L’approfondimento

La trasparenza che crea fiducia non è solo un adempimento

Per anni salari e carriere si sono mossi in una nebbia di dati opachi. La direttiva Ue può fare verità, ma solo se costringe a rivedere criteri, ruoli e valore del lavoro

La direttiva sulla trasparenza salariale dovrà essere recepita entro giugno 2026. Gli obblighi scatteranno dal 2027 per le imprese con almeno 150 dipendenti

Il nodo non è pubblicare gli stipendi, ma chiarire come si valuta il lavoro. Senza criteri condivisi le differenze appaiono favoritismi; con regole chiare diventano responsabilità organizzativa

Equità retributiva vuol dire pagare in modo chiaro il valore creato. La trasparenza apre la porta. Poi tocca alla contrattazione

La trasparenza che crea fiducia non è solo un adempimento

(Shutterstock)

L’approvazione della direttiva europea sulla trasparenza retributiva non è solo un nuovo adempimento: è un cambio di regime informativo che entra nelle relazioni di lavoro. Per anni abbiamo discusso di equità salariale e di riconoscimento della professionalità muovendoci in una nebbia di dati incompleti, griglie opache, differenziali spiegati con formule

...

Questo articolo è riservato agli abbonati

Se hai un abbonamento, ACCEDI per leggere l'articolo e tutti gli approfondimenti.

Altrimenti, scopri l'abbonamento a te dedicato tra le nostre proposte.

Oggi su ItalyPost

logo USPI