L’approfondimento
La trasparenza che crea fiducia non è solo un adempimento
Per anni salari e carriere si sono mossi in una nebbia di dati opachi. La direttiva Ue può fare verità, ma solo se costringe a rivedere criteri, ruoli e valore del lavoro
La direttiva sulla trasparenza salariale dovrà essere recepita entro giugno 2026. Gli obblighi scatteranno dal 2027 per le imprese con almeno 150 dipendenti
Il nodo non è pubblicare gli stipendi, ma chiarire come si valuta il lavoro. Senza criteri condivisi le differenze appaiono favoritismi; con regole chiare diventano responsabilità organizzativa
Equità retributiva vuol dire pagare in modo chiaro il valore creato. La trasparenza apre la porta. Poi tocca alla contrattazione
(Shutterstock)
L’approvazione della direttiva europea sulla trasparenza retributiva non è solo un nuovo adempimento: è un cambio di regime informativo che entra nelle relazioni di lavoro. Per anni abbiamo discusso di equità salariale e di riconoscimento della professionalità muovendoci in una nebbia di dati incompleti, griglie opache, differenziali spiegati con formule
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