Il dossier
Le proposte di Italia e Germania per rilanciare la competitività europea: più mercato unico e meno burocrazia
Proposte per semplificazioni, nuovi accordi commerciali e investimenti per ridurre la vulnerabilità Ue
La premier Giorgia Meloni con il cancelliere tedesco Merz il 15 dicembre 2025 a Berlino (Ansa/Filippo Attili)
«L’Europa sta rimanendo indietro. Dall’inizio degli anni 2000, il divario di crescita rispetto a Stati Uniti e Cina si è ampliato» e «ciò minaccia il tenore di vita europeo e la sua sovranità», per questo «continuare su questo sentiero non è un'opzione. L'Europa deve agire adesso». Cominciano così le tre pagine del documento congiunto italo-tedesco concordato tra la cancelleria di Berlino e Palazzo Chigi e visionato da ItalyPost. Non un'analisi, ma spunti concreti sul tema della competitività europea di cui discutere al ritiro informale dei leader dell'Unione europea ad Alden Biesen, in Belgio.
Un incontro organizzato dal Consiglio europeo, sotto il coordinamento del presidente Antonio Costa, che prelude all'incontro ufficiale successivo, il Consiglio europeo di marzo. A quest'ultimo appuntamento si vuole arrivare con un'agenda di impegni chiari con l'obiettivo di rilanciare la crescita, attraverso il sostegno alle imprese europee, attraendo nuovi investimenti dall'estero e lavorando a ridurre la vulnerabilità da shock esterni. E non è un caso che il documento parta da Italia e Germania, la prima e la seconda potenza manifatturiera d'Europa. Due Paesi che in questa partita hanno tutto da vincere o tutto da perdere. I temi sul tavolo sono diversi: il mercato unico e i dazi interni, la burocrazia e la sovraregolamentazione europea, l'accesso dei capitali e l'apertura a nuovi mercati con nuovi accordi di libero scambio in stile Mercosur. Sui dazi all'interno della Ue, il paper italo-tedesco cita dati del Fondo monetario internazionale dai quali si evince che le barriere interne equivalgono a dazi interni che pesano fino al 44% per il commercio di beni e oltre il 110% per il mercato dei servizi. Su questo punto si chiede una «ambiziosa riduzione degli oneri normativi». Anche sul dossier regolamentazione, si chiedono riforme radicali per ridurre la burocrazia e accelerare le autorizzazioni. Il vice-portavoce del governo Merz - sollecitato da una domanda di ItalyPost - ha spiegato la necessità di «una sospensione temporanea di nuove regolamentazioni europee. Si tratta di dire: ora riguardiamo con attenzione tutto ciò che potrebbe comportare ulteriori oneri e premiamo semplicemente il tasto pausa». La riduzione normativa «è importante, perché vogliamo rafforzare in modo significativo il mercato unico europeo e migliorare nettamente le possibilità di finanziamento» ha proseguito Steffen Meyer. Fin qui nessuno potrebbe avanzare obiezioni. Il tema non è nuovo, né al livello europeo, né al livello di Stati membri. La novità, caso mai, è che si provi a metterlo in agenda con questa formula. E resta la domanda: come tradurlo nella realtà? Il documento propone procedure accelerate di approvazione, semplificazioni amministrative, strumenti per facilitare l'accesso di capitali in Europa, abrogazione di leggi obsolete e un controllo più rigoroso delle nuove norme, con relazioni periodiche sui progressi compiuti al Consiglio europeo.
Da una maggiore integrazione del mercato unico Italia e Germania stimano una crescita del proprio Pil pari al 2-3% e per altri Stati membri addirittura un raddoppio. In particolare chiedono una più forte integrazione nei servizi, nell’energia, nei mercati dei capitali e nei settori digitali, nelle telecomunicazioni, una borsa paneuropea e una revisione delle regole sulle fusioni per aiutare le imprese a competere a livello globale.
Sul piano commerciale, i governi di Roma e Berlino, chiedono di velocizzare i negoziati di libero scambio con partner come India, Australia, Emirati Arabi Uniti e Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico), mentre avvertono che l’Europa è pronta a ricorrere a strumenti di difesa commerciale se fosse necessario.
Il paper italo-tedesco potrebbe uscire in forma ufficiale venerdì, in occasione delle consultazioni bilaterali di Italia e Germania a Roma. In questa circostanza Friedrich Merz, seguito da diversi ministri, terrà un incontro bilaterale con Giorgia Meloni e insieme affronteranno «questioni economiche e la cooperazione in materia di Sicurezza e Difesa», fa sapere un portavoce del governo di Berlino. Le relazioni tra i due Paesi «sono strette e buone» - continua Sebastian Hille - la collaborazione con il governo italiano ‘salda’ e basata sulla ‘fiducia’. I due leader si sentono periodicamente, soprattutto in occasione di momenti importanti e l'incontro di domani – in occasione dei 75 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Germania – vuole essere la prova di un procedere comune.



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