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26 Febbraio 2026, 20:13

I conti

Poste Italiane: boom di utili e ricavi. 1,6 mld agli azionisti

Il risultato netto cresce a doppia cifra. Del Fante: «Anno eccezionale». Dividendo a 1,25 euro. Primi frutti dell’acquisto di Tim

Poste Italiane: boom di utili e ricavi. 1,6 mld agli azionisti

Il Ceo Matteo Del Fante (Canio Romaniello, Imagoeconomica).

Poste Italiane continua a macinare utili e archivia un esercizio 2025 da primato, con una forte espansione di redditività e operatività, raccogliendo i primi frutti dell’acquisizione di Tim, con risultati solidi anche per le attività tradizionali. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha annunciato un nuovo record per il risultato operativo, che ha raggiunto 3,2 miliardi (+10%), e per l’utile netto, che si è attestato a 2,2 miliardi (+10%). Record anche per i ricavi, saliti del 4%, a quota 13,1 miliardi. Il dividendo per azione proposto per gli azionisti cresce del 16%, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi e un payout ratio del 73%.

«Il 2025 – ha detto Del Fante – è stato un anno eccezionale per Poste Italiane, abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record. La performance è stata rilevante in tutte le aree di business grazie al contributo di una dinamica commerciale solida, una disciplina dei costi rigorosa e consistenti rendimenti del portafoglio investimenti».

Mercoledì il Cda ha anche approvato l’aggiornamento degli obiettivi per la fine del 2026 che prevedono il risultato operativo salire a 3,3 miliardi e l’utile netto a 2,3 miliardi (al netto della partecipazione in Tim). Ulteriore crescita prevista anche per i ricavi a 13,5 miliardi, mentre la politica dei dividendi stima la distribuzione di oltre il 70% dell’utile netto. Alla remunerazione degli azionisti contribuirà in futuro anche il dividendo che sarà distribuito da Tim, con una cedola per la controllata prevista a circa 100 milioni nel 2027, oltre agli effetti accrescitivi del valore di tale partecipazione per il riacquisto di azioni proprie fino a 400 milioni annunciato da Tim nei giorni scorsi. Il nuovo piano industriale sarà presentato entro la fine del 2026.

Il board ha anche approvato una riorganizzazione che prevede la fusione della società dei pagamenti PostePay con BancoPosta. «A seguito di questa fusione deterremo il business energia e tlc a livello di capogruppo», ha detto Del Fante, che ha anche annunciato l’acquisto da Cdp del 20% del Polo Strategico Nazionale, dove l’azionista chiave è Tim, con «un piccolo investimento che ci può aiutare a supportare Tim nel processo in fieri di far migrare le P.a. italiane verso il cloud».

Nell’esercizio 2025, i ricavi da terzi del segmento Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione sono aumentati del 2,7% a 3,9 miliardi, mentre i ricavi da corrispondenza sono diminuiti del 2,9% a 2,1 miliardi. I ricavi dei pacchi e della logistica sono saliti del 9,4% a quota 1,7 miliardi, trainati dalla crescita dei volumi dei pacchi (+13,3% annuo, per un totale di 349 milioni di unità), mentre la tariffa media è diminuita del 2%.

Sul versante dei servizi finanziari i ricavi lordi sono cresciuti del 3,6% annuo a 6,7 miliardi, mentre i ricavi da terzi hanno raggiunto i 5,7 miliardi (+2,9%), con il margine di interesse (Nii) cresciuto a 2,7 miliardi (+6,7%): un altro record, trainato dall’ottimizzazione dei rendimenti e dalla raccolta al dettaglio. Le commissioni di distribuzione del Risparmio postale sono cresciute del 4,6% a 1,8 miliardi. Il totale delle attività finanziarie investite ha toccato i 600 miliardi, con un incremento di 10 miliardi rispetto a dicembre 2024.

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