13 Marzo 2026 | 22:04

Cerca

Alberto Cantoni

13 Marzo 2026, 20:00

L'azienda

Da un secolo più Forti che mai. Nel 2026 l’impresa edile pisana punta forte sul settore energia

Fondata nel 1926, Impresa Forti è oggi parte di Forti Holding, che si muove su tre fronti: costruzioni, filiera ambientale e real estate. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 23,3 a 40,2 milion

Da un secolo più Forti che mai. Nel 2026 l’impresa edile pisana punta forte sul settore energia

Un secolo di storia alle spalle e una nuova fase di sviluppo davanti a sé. Impresa Forti, storica azienda toscana fondata nel 1926 a Pisa dall’ingegnere Umberto Forti e oggi parte del Gruppo Forti, si affaccia al 2026 preparandosi a rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento: «Abbiamo in programma investimenti importanti soprattutto nel settore dell’energia», spiega Luigi Doveri, presidente e Ceo della Holding. Il gruppo, già attivo nella produzione di energia elettrica da biogas attraverso le società della filiera ambientale, punta ad ampliare la presenza nelle rinnovabili con nuovi progetti tra fotovoltaico, sistemi di accumulo e microeolico. Parallelamente prosegue la strategia nel real estate, con due interventi rilevanti nel territorio pisano: la riqualificazione di un’importante area nel centro di Ospedaletto e la realizzazione di un nuovo edificio direzionale e commerciale a Montacchiello, progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas.

Per comprendere il presente dell’azienda è necessario riannodare i fili della sua storia centenaria. L’Impresa Lavori Ingg. Umberto Forti e Figlio S.p.A. nasce nel 1926 come impresa di costruzioni attiva soprattutto nell’edilizia privata. Negli anni successivi amplia progressivamente le proprie attività entrando anche nel settore delle opere pubbliche e delle infrastrutture. La Seconda Guerra Mondiale interrompe quasi completamente l’attività, ma nei primi anni Cinquanta riparte contribuendo alla ricostruzione del Paese con la realizzazione di ponti, acquedotti, strade e viadotti in diverse aree d’Italia. Nel corso di tre generazioni l’azienda si trasforma così da realtà edile tradizionale in un gruppo articolato in più linee di business. 

Con l’ingresso dell’ingegner Franco Forti, figlio del fondatore e ancora oggi azionista di riferimento, il gruppo avvia una nuova fase di sviluppo. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta entra nel settore dell’ecologia con la nascita di Ecofor, società costituita insieme al Comune di Pontedera e tra le prime esperienze italiane di partnership pubblico-privata nella gestione delle discariche e del trattamento dei rifiuti. Da questa intuizione prende forma una filiera ambientale che negli anni si amplia  dando vita ad un polo ambientale con impianti tecnologici di avanguardia.Sul finire del secolo scorso prende forma anche il terzo pilastro strategico del gruppo: il real estate. La famiglia Forti acquisisce l’area industriale di Montacchiello, alle porte di Pisa, avviando un progetto di sviluppo che nel tempo diventa uno dei principali poli produttivi della zona, oggi sede di oltre cento aziende su circa 400 mila metri quadrati tra uffici, laboratori e stabilimenti.

L’attività edilizia, tuttavia, ha sempre continuato a rappresentare il core business del gruppo. «Nel tempo abbiamo acquisito una competenza interna molto marcata nella realizzazione chiavi in mano di edifici industriali, direzionali e commerciali», sottolinea Luigi Doveri. «È un cambiamento maturato negli ultimi vent’anni circa: prima l’Impresa era molto più orientata al settore pubblico. Negli ultimi due decenni è cresciuta la componente legata alle commesse private, in parte sulla scia dell’attività immobiliare svolta in proprio. Attualmente ci sono almeno 3-4 progetti importanti in fase di valutazione: si tratta di nuove sedi per le quali alcune aziende ci hanno contattato per accompagnarle nei loro piani di espansione».

Dal 2018 al 2024 i ricavi dell’Impresa Lavori Ingg. Umberto Forti e Figlio S.p.A. sono passati da 23,3 a 40,2 milioni di euro, con un Cagr del 9,5% e un picco registrato nel 2022 (44,3 milioni) grazie alla consegna di un grande hub logistico per Amazon. Nello stesso periodo, l’Ebitda è aumentato da circa 800.000 euro (pari al 3,4% del fatturato) a 5,4 milioni (13,3%), con un picco della marginalità registrato nel 2022, pari al 14%. Parallelamente, l’utile netto è cresciuto da 240.000 a 3,2 milioni di euro. «Anche il 2025 è stato un anno molto positivo, con ricavi in linea con quelli dell’anno scorso», anticipa Doveri. «Non ci aspettiamo scossoni nel 2026, salvo fattori esterni come l’andamento dei costi energetici o le tensioni geopolitiche».Una stabilità che, secondo il management, deriva proprio dalla diversificazione costruita nel tempo. Se il settore delle costruzioni tende infatti ad avere cicli più lunghi e una maggiore inerzia, la divisione ambientale reagisce quasi in tempo reale all’andamento dell’economia, perché «l’ecologia è un vero termometro della congiuntura».

Attualmente il Gruppo conta circa 200 dipendenti diretti, ai quali si affianca un ampio indotto di imprese artigiane e fornitori locali. Un ecosistema fortemente radicato nel territorio pisano e nella Valdera, che rappresenta uno dei punti di forza del modello industriale costruito negli anni. «Confidiamo che il tessuto imprenditoriale pisano continui su questa strada. Pisa è nota per la presenza di aziende del terziario avanzato molto ben strutturate e per il ruolo delle sue università, L’Universtità degli Studi di Pisa, La Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, da cui nascono continuamente spin-off: alcune di queste realtà hanno raggiunto dimensioni rilevanti. Il nostro compito è rispondere alle esigenze di crescita di queste aziende. Anche nei momenti di crisi, come durante il Covid, il sistema locale ha dimostrato una resilienza significativa, proprio grazie a una vocazione all’innovazione che forse altre città non hanno».

Oggi su ItalyPost

logo USPI