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Camilla Consonni

16 Gennaio 2026, 20:00

Heimtextil, stand più piccoli ma visitatori in crescita. Il tessile cerca segnali di ripresa

Heimtextil, stand più piccoli ma visitatori in crescita. Il tessile cerca segnali di ripresa

Espositori in fiera (courtesy Heimtextil)

«La fiera si sta restringendo di anno in anno, tra spazi liberi e padiglioni svuotati. Ma rispetto all’edizione scorsa le presenze sono aumentate», racconta Luca Vignaga, ceo di Marzotto Lab e presente con il marchio Lanerossi. Segnali contrastanti, quelli che arrivano da Francoforte. A livello di numeri, Heimtextil — il palcoscenico del tessile di design per la casa e il contract — sembra andare in controtendenza rispetto ad altri appuntamenti fieristici. Tra ‘24 e ‘25 gli espositori sono cresciuti da 2.800 a circa 3mila, così come i visitatori, saliti da 46mila a oltre 50mila, provenienti da 65 Paesi. 

Paesi e settori - Quest’anno i dati parlano di oltre 3.100 espositori da 65 Paesi. La top 5 è coperta da Cina (1.002 aziende), India (572), Pakistan (287), Turchia (201) e Germania (124). L’ufficio stampa di Heimtextil aggiunge: «Due settori che in precedenza esponevano su altre piattaforme stanno scegliendo consapevolmente Francoforte come sede: quello dei tappeti, che cresce per il terzo anno consecutivo, e dei materassi, con forti marchi tedeschi».

Il ‘26, almeno per il numero di aziende partecipanti, resta in linea con l’anno precedente. A ridursi sono però gli spazi, ed è qui che si gioca la differenza. Carlo Cassigoli, direttore dell’azienda ravennate Minardi Piume, osserva: «Per noi è un appuntamento importante, perché non ne esiste uno dedicato solo al nostro settore. Come tutte le fiere, però, ha avuto una decrescita importante, e noi del bedding lo abbiamo visto direttamente: di edizione in edizione hanno sempre ridotto il padiglione. Quest’anno ci hanno direttamente spostato in uno più piccolo».

L’ufficio stampa di Heimtextil ha risposto così alle domande della nostra testata: «I padiglioni quest’anno sono 17, rispetto ai 16 del 2025, ma nelle ultime edizioni si è osservato un cambiamento nel comportamento degli espositori: molte aziende optano per presentazioni più contenute, un atteggiamento che riflette l’attuale realtà di mercato. Crisi geopolitiche, inflazione persistente e aumento dei costi energetici e di produzione determinano scelte orientate all’efficienza sia sul fronte produttivo sia su quello distributivo, con effetti sulla pianificazione fieristica».

Ma se, come sottolinea Vignaga, «oggi non si firmano più tanti contratti, né si incontrano nuovi clienti, ma si consolidano rapporti già esistenti», la fiera resta un osservatorio privilegiato sullo stato di salute del comparto e sull’evoluzione dei rapporti commerciali globali. Secondo il ceo di Marzotto Lab, a Francoforte il mercato americano ha mostrato segnali di buona tenuta, così come Australia, Pakistan e Paesi scandinavi. In crescita i segmenti carpets e wallpaper, in un quadro «complessivamente privo di indicazioni negative».

Piccoli segnali di incoraggiamento per il ‘26, dopo un ‘25 difficile per molti ma forse meno del previsto. Il giudizio di Cassigoli è netto: «L’anno si è chiuso in linea col '24, con un lieve calo di fatturato dovuto a una poco favorevole congiuntura del mercato piumino d’oca. Ci aspettiamo un '26 migliore ma non vediamo segnali di una vera ripresa. È difficile, tuttavia, avere certezze». E in un mercato che cambia velocemente, appuntamenti come Heimtextil mantengono un'importanza strategica. «Chi, come noi, opera a monte della filiera ha la possibilità di leggere in anticipo l’andamento dell’anno», spiega Cassigoli. «Le forniture si pianificano con 6-9 mesi di anticipo: se rallentano le imbottiture, significa che i brand stanno tagliando o riposizionando le collezioni. E questi sono segnali fondamentali da cogliere».

La storia - Francoforte, dal 1971 il barometro del tessile

Nata nel 1971, negli anni la fiera del tessile casa si è trasformata in un palcoscenico globale dove si decidono colori, trame e tendenze. Barometro mondiale del settore, anticipa mode, spinge su sostenibilità e innovazione e orienta le strategie dei player di oltre 60 paesi. 

Gli italiani - Il Made in Italy in Germania, 86 aziende e delegazione Ice  

La presenza italiana è orchestrata da una delegazione Ice, che coordina la partecipazione collettiva in sostegno all’export. ‘Solo’ un’ottantina di aziende ha partecipato in autonomia, presentando al mondo tessuti, macchinari e le novità del design tessile made in Italy in ogni sua declinazione.

Il tema - Craft is a verb, dialogo tra Ia e artigianato

Il tema di quest’edizione ha ribaltato l’idea di artigianato come oggetto finito, raccontandolo come un’azione, come processo vivo. Così, la mano entra in dialogo con la tecnologia e il gesto creativo di ricamo, tessitura o stampa diventa un ibrido tra intelligenza umana e artificiale.

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