Senza investimenti non c'è innovazione. Il tessile rallenta? Che corrano le sinergie
Dopo il rimbalzo post-pandemia, il tessile per l’arredo made in Italy ha rallentato, soprattutto in Europa. E mentre la domanda si sposta sempre più verso i segmenti a maggiore valore aggiunto – contract di lusso, hotellerie, residenziale premium –, il sistema è chiamato a superare la frammentazione storica e a fare massa critica.
Dalla Brianza al Veneto, i poli produttivi sono sollecitati a collaborare per costruire soggetti industriali più solidi, capaci di sostenere investimenti e innovazione. L’alleanza tra Rino Mastrotto e Gruppo Marzotto si inserisce in questa traiettoria: con Jacqart – Trame d’Arredo, le competenze sulla verticalità delle fibre naturali – dalla lana al lino, dalla canapa al cotone – si integrano con il know-how del lusso su misura, applicato agli interior, all’hospitality e ad ambiti tecnici. Una scelta che interpreta la collaborazione industriale come leva per rafforzare filiera, competenze e posizionamento globale.
Il nodo centrale resta infatti la capacità di investire. Senza aggregazione e senza dimensione industriale, l’innovazione diventa difficile da sostenere. La mancanza di investimenti porta a una riduzione dei volumi e, di conseguenza, a un posizionamento basato esclusivamente sulla tradizione e sul valore del ‘fatto a mano’. Un modello che può garantire qualità e nicchie di mercato, ma che fatica a generare vera innovazione di prodotto e di processo in un contesto competitivo globale.



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