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14 Marzo 2026, 20:00

Il grande sogno a colori della Polonia post-sovietica

Cosa significa “neonizzare” un luogo? Le insegne luminose hanno ridisegnato l'estetica dell'Europa dell'Est

Dietro al volto scintillante delle città il contributo silenzioso di una creatività al femminile

Al Neon Muzeum di Varsavia la visionarietà delle insegne post-sovietiche parla un linguaggio ancora attuale

«Nel corso della mia carriera come graphic designer non avevo mai visto caratteri tipografici, semafori e simboli così originali. Sebbene malconci, erano paradossalmente freschi e innovativi»

Il grande sogno a colori della Polonia post-sovietica

Le insegne luminose all’interno del Neon Muzeum di Varsavia (courtesy Ilona Karwińska © Neon Muzeum)

Nel 1955, in piena Guerra Fredda, il Ministero del Commercio Interno polacco lancia l’idea di “neonizzare” le città. A differenza delle città occidentali, in cui le insegne al neon hanno principalmente scopi pubblicitari, le installazioni che si diffondono in Polonia e Ungheria hanno il compito di «informare, educare e

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