Un viaggio attraverso gli scheletri nell’armadio del colonialismo francese con Sarte e Comus
«Il moralismo non è mai stata una legittimazione. Più viaggiamo più dobbiamo diventare e modesti e consapevoli di che piccolo posto occupiamo nel mondo», scriveva Flaubert
Albert Camus in uno scatto di Henri Cartier-Bresson (Ansa/www.christies.com)
La memoria coloniale è un altro nervo scoperto per la Francia, insieme a Vichy. Nervo scoperto o cadavere nell’armadio che dir si voglia. La letteratura non ha mai smesso d’interrogarsi sulla questione e i punti di vista sono da sempre molteplici, spesso contrastanti l’uno con l’altro. La celebre rottura tra
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Produttività, e non è una parolaccia
di Dario Laruffa
Sarà certamente un (datato) riflesso condizionato, confesso. Quando mi imbatto nel termine "produttività" penso a Charlie Chaplin e Tempi ...