La tigre di Sandokan, l’inesauribile e mondiale vitalità di un’illusione
La qualità dell’opera di Emilio Salgari va cercata nelle battaglie di mare, nei luoghi lontani, nei toponomi, nei frutti, nelle armi e negli animali, nel mondo dell’altrove
L'attore Kabir Bedi alias "Sandokan" (Wikimedia Commons)
«Sandokan, Sandokan…»: difficile trovare, nella storia delle produzioni Rai, una sigla capace di legarsi in modo così indissolubile al proprio protagonista come quella firmata dai fratelli De Angelis per l’adattamento televisivo, diretto da Sergio Sollima nel 1976, dei romanzi di Emilio Salgari. Il nome dell’eroe, ripetuto due volte, il basso
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Produttività, e non è una parolaccia
di Dario Laruffa
Sarà certamente un (datato) riflesso condizionato, confesso. Quando mi imbatto nel termine "produttività" penso a Charlie Chaplin e Tempi ...