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Andrea Vianello

07 Febbraio 2026, 20:00

L'analisi

Bridgerton, altro che cancel culture. La diversità che ha reso pop il regno di Giorgio III si chiama creatività

La serie firmata Shonda Rhimes immagina lord e ladies dell’800 inglese oltre gli stereotipi razziali. Non è cultura woke: a vincere è la libertà di essere creativi

Bridgerton, altro che cancel culture. La diversità che ha reso pop il regno di Giorgio III si chiama creatività

Ballerini alla première della terza stagione di Bridgerton a New York (Shutterstock)

Quando la serie tv molto attesa irruppe con i suoi toni favolistici e sfavillanti sui teleschermi di tutto il mondo, il giorno di Natale del 2020, il mondo era incredibilmente diverso. E soprattutto l’America, lo spirito guida dell’Occidente. Trump aveva appena perso la rielezione, dopo quattro anni obiettivamente irrilevanti e

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