18 Gennaio 2026 | 23:48

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Giulia Betti

18 Gennaio 2026, 20:00

Capitali italiane della cultura: rito o politica pubblica? Perché il titolo promette sviluppo ma lascia poche eredità

Baia Curioni: «Bergamo-Brescia era un’idea ambiziosa, non un progetto». Verri: «In Italia è più importante sapere chi ha vinto e non perché». Ma il lascito è «attivare ciò che esiste»

Capitali italiane della cultura: rito o politica pubblica? Perché il titolo promette sviluppo ma lascia poche eredità

Basilica di San Giuseppe Artigiano a L'Aquila (foto Roberto Caddeo)

Ad Agrigento l’unica cosa che ha funzionato con regolarità è stata lo scorrere del tempo. Dodici mesi, come ovunque. Per il resto, la Capitale Italiana della Cultura 2025 si è consumata in una sequenza di ritardi, progetti incompiuti e rendicontazioni opache, fino alla bocciatura senza appello della Corte dei Conti:

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