20 Febbraio 2026 | 22:14

Cerca

Simone Matteis

20 Febbraio 2026, 19:04

Bruxelles

Ue, il Parlamento potrebbe rinviare il voto sull’accordo

La riunione speciale convocata per lunedì. E il Pentagono attacca la Difesa “Made in Eu”

Ue, il Parlamento potrebbe rinviare il voto sull'accordo

Bernd Lange, relatore del Parlamento per l’implementazione dell’accordo commerciale (Denis Lomme, Imagoeconomica)

BRUXELLES – La decisione con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dall’amministrazione Trump irrompe nell’agenda dell’Unione europea, spingendo il Parlamento a rivedere i piani a poche ore dal voto sull’accordo commerciale previsto per martedì 24 febbraio. «La decisione della Corte è un segnale positivo: i giudici hanno dimostrato che anche un presidente degli Stati Uniti non opera in un vuoto giuridico», ha dichiarato Bernd Lange, relatore del Parlamento per l'implementazione dell'accordo commerciale di Turnberry, tra Washington e Bruxelles. In attesa di «valutare attentamente la sentenza e le sue conseguenze», Lange ha annunciato di aver convocato una riunione straordinaria del team negoziale della commissione per il Commercio internazionale per lunedì 23, al fine di «valutare le possibili implicazioni sui lavori in corso».

Commentando una «decisione di grandissima rilevanza politica e giuridica», il Presidente della Delegazione parlamentare per le relazioni con gli Usa, Brando Benifei, ribadisce a ItalyPost quanto dichiarato in una nota: è necessario «avere il tempo per approfondire tutte le implicazioni senza prendere decisioni affrettate, garantendo coerenza tra il quadro giuridico internazionale, tutela degli interessi economici europei e solidità politica delle scelte commerciali fondate su prevedibilità, rispetto dello Stato di diritto e equilibrio reciproco»

Sull’asse Washington-Bruxelles la giornata di ieri si è aperta con le forti critiche avanzate dal Pentagono contro la possibile introduzione di una corsia preferenziale europea negli appalti per la Difesa, contestandone la legittimità e minacciando ritorsioni politiche e commerciali nel caso in cui i Ventisette decidessero di imboccare la strada del Buy European negli armamenti.​ La vicenda, resa nota per primo da Politico, riguarda un documento inviato dal Dipartimento della Guerra americano alla Commissione: pur sostenendo il piano di riarmo europeo, Washington ribadisce «ferma opposizione» a qualunque misura che limiti l’accesso dell’industria Usa ai bandi nazionali degli Stati Ue, ritenuta contraria allo spirito di cooperazione transatlantica.

Secondo il Pentagono, riconoscere la preferenza al “Made in Eu” rischia di rallentare il riarmo e indebolire l’interoperabilità Nato, richiamando poi una serie di «accordi bilaterali giuridicamente vincolanti» sugli appalti militari che 19 Stati su 27 hanno siglato con gli Usa. Sullo sfondo la revisione della direttiva sugli appalti, datata 2009 e attesa nel terzo trimestre dell’anno, dalla quale potranno emergere novità anche sul fronte della strategia Buy European.

Oggi su ItalyPost

logo USPI