La replica
L’Ue blinda il Patto di stabilità. Dombrovskis: «C’è incertezza, ma non siamo in una crisi grave»
Il commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis (Epa, Olivier Hoslet)
BRUXELLES – L’Europa dice “no” alla sospensione del Patto di stabilità. A stroncare le richieste e le speranze dell’Italia ci pensa direttamente il commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis. «È prevista una clausola di salvaguardia generale per far fronte a una grave recessione economica, ma attualmente non ci troviamo in questo scenario». In un’intervista rilasciata al Financial Times, Dombrovskis ha ribadito le posizioni dell’Ue in risposta all’instabilità finanziaria innescata dalla crisi in Medio Oriente, mentre da Roma la premier italiana, Giorgia Meloni, è tornata a chiedere a Bruxelles di sospendere l’insieme di regole europee sui conti pubblici noto come Patto di stabilità.
Un botta e risposta a distanza tra Palazzo Chigi e il Berlaymont che arriva a poche ore dal cessate il fuoco concordato da Stati Uniti e Iran per le prossime due settimane. Eppure, nonostante l’accordo, per stessa ammissione di Dombrovskis la tensione provocherà in Europa uno «shock stagflazionistico». Crescita bassa e un incremento dell’inflazione attendono dunque l’Ue, con Bruxelles pronta a rivedere a ribasso le stime del 2026 per l’«incertezza» legata all'impatto economico della guerra.
Prima del conflitto, la Commissione prevedeva una crescita del Pil dell’1,4% nel 2026 e dell’1,5% nel 2027, con l’inflazione attorno al 2% nel biennio. A maggio Bruxelles dovrà aggiornare le sue previsioni ufficiali, ma le recenti tensioni nel Golfo lasciano presagire un netto peggioramento. Secondo le proiezioni dell’esecutivo, riportate ancora dal FT, la crescita economica potrebbe frenare fino allo 0,4% nel 2026 se il riassesto dei prezzi dell’energia rispetto ai livelli prebellici dovesse concludersi entro l’anno. Scenari più pessimistici parlano invece di un rallentamento dello 0,6% fino al 2027 nel caso in cui i costi energetici impiegassero più tempo a riequilibrarsi, con un aumento dell’inflazione che potrebbe sfiorare il +1,5%.
«Abbiamo margini di manovra fiscale più limitati rispetto al passato, pertanto c’è bisogno di misure temporanee e mirate», ha affermato Dombrovskis in riferimento all’azione dei singoli Stati. Parlando di scadenze, a giugno è attesa la valutazione da parte della Commissione sullo stato di avanzamento delle capitali per la riduzione del deficit. Se un Paese non ha ridotto il proprio debito rispetto agli standard concordati con Bruxelles, il rischio di sfociare in una procedura d’infrazione e in conseguenti sanzioni finanziarie è dietro l’angolo. Lo sa bene l’Italia, le cui stime al 3,1% la tengono ancora lontana dal vincolo comunitario, posto al di sotto del 3%.
È per questo motivo che dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il governo ha chiesto a Bruxelles una sospensione temporanea del Patto di stabilità. Non ricorrendo a una clausola nazionale, bensì a quella «clausola di salvaguardia generale» che ha consentito ai Paesi di superare la crisi pandemica attraverso la spesa pubblica, e che viene attivata dalla stessa Commissione. «Dovremmo valutare seriamente la possibilità di una risposta europea simile, per approccio e strumenti, a quella impiegata per far fronte alla pandemia», l’appello di Meloni.
Netta la risposta del commissario Dombrovskis: «Per sospendere il Patto occorre che ci sia una grave crisi economica, e al momento non ci troviamo in questa situazione». Apertura, infine, sulla possibilità che i Paesi introducano una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche che si avvantaggiano dall’impennata dei prezzi dei carburanti, come chiesto anche dall’Italia: «Stiamo valutando la possibilità di adottare un approccio più coordinato a livello europeo, la questione è in fase di valutazione», ha affermato il commissario.

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