Hormuz
Londra e Seul rispondono a Trump: «Valuteremo l’invio di navi»
Il tycoon chiede che chi usufruisce dello Stretto contribuisca alla sua sicurezza. Ma i missili di Pyongyang scoraggiano il rafforzamento dell’asse militare sudcoreano con Washington
(Shutterstock)
Sabato Donald Trump aveva chiesto agli alleati di mettere mano al portafogli – e alla Marina – per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, crocevia di un quinto del petrolio mondiale: «Spero che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Gran Bretagna dislocheranno proprie unità navali nell’area», aveva scritto
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