Bessent: la Cina è più vicina. Trump-Xi, si prepara l'incontro
Scott Bessent e He Lifeng durante un incontro bilaterale a Ginevra, maggio 2025 (Epa/Martial Trezzini)
Mentre Donald Trump maltratta gli alleati dal palcoscenico del World Economic Forum di Davos, le relazioni con il principale rivale strategico di Washington sembrano andare per il meglio. Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha rivelato in un’intervista che lunedì sera ha avuto un incontro privato con il vicepremier cinese He Lifeng. I due si conoscono bene, poiché sono stati i capi negoziatori di Washington e Pechino nella contesa sulle dazi dello scorso anno, risoltasi a ottobre con la tregua di Kuala Lumpur. Bessent ha detto che la Cina sta rispettando i patti, citando la ripresa delle importazioni cinesi di soia statunitense — fondamentali non solo per il settore agricolo ma anche per un importante segmento elettorale trumpiano — e il via libera di Pechino alle licenze di esportazione dei magneti di terre rare negli Usa, rivelatisi come la più efficace leva geopolitica nelle mani di Xi Jinping. Le parole di Bessent hanno lasciato intendere che i preparativi per l’incontro tra Trump e Xi nella Repubblica Popolare, che dovrebbe avere luogo ad aprile, sono in fase avanzata.
Martedì, il premier belga Bart De Wever — anche lui a Davos — aveva fatto dei commenti molto negativi sullo stato delle relazioni transatlantiche, dicendo che gli europei dovrebbero smettere di usare le buone maniere e rivolgersi a Trump con molta più franchezza, dicendogli che «deve fermarsi qui e smettere di andare oltre», altrimenti «saremo noi ad andare fino in fondo». Ora i leader europei sono impegnati nella discussione sull’opzione di usare lo Strumento Anti-Coercizione dell’Unione europea contro gli Usa, un meccanismo creato nel 2023 in funzione anti-cinese, temendo che le minacce commerciali sarebbero arrivate da lì. Nel frattempo, a Davos il vicepremier He sta avendo incontri con Ceo provenienti da tutto il mondo, compreso un evento a porte chiuse riservato ai soli americani, probabilmente oggi, dopo che la partenza di Trump ha ridotto drasticamente l’attenzione globale su cosa viene detto e fatto nella località svizzera.



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