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C.D'I.

15 Gennaio 2026, 20:04

Il focus

Le registe slovene sono rose selvagge

Le registe slovene sono rose selvagge

"Fantasy" di Kukla al Trieste Film Festival

All’interno del festival, una delle sezioni più fertili e interessanti è quella dedicata alle registe europee, «Wild Roses», che quest’anno si focalizza sulle voci femminili del cinema sloveno. Un cinema che, per la direttrice Romeo, «ha sempre svolto un ruolo fondamentale al Trieste Film Festival, offrendo una voce distintiva nel panorama cinematografico dell’Europa centro-orientale. Come festival che mette in luce i talenti regionali e i registi emergenti, Trieste offre al cinema sloveno una piattaforma unica per mostrare le sue narrazioni originali, spesso radicate nella complessa storia e nelle identità culturali del Paese».

Curato da Nerina T. Kocjančič, responsabile della promozione e della distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana, il programma prevede tre lungometraggi, tra documentari e film di finzione, e dieci cortometraggi.

Le «rose selvagge» slovene appartengono a generazioni diverse: alcune sono autrici affermate nel panorama cinematografico europeo grazie alle partecipazioni a festival internazionali, altre sono al loro debutto.

Le loro sono storie di vita e di scoperta. Storie di ragazze, storie sul passaggio verso l’età adulta, storie di trentenni che non riescono a trovare lavoro. Storie che possiedono, ognuna, una voce personale in grado di portare sullo schermo una società lontana eppure sorprendentemente vicina.

Molti sono gli esordi al lungometraggio. Il primo è "Fantasy" di Kukla, storia di due amiche che si rifiutano di conformarsi al sistema in cui vivono e il cui mondo viene sconvolto dall’incontro con una donna transgender. Il secondo è il film di Urška Djukić "Kaj ti je deklica" ("La ragazza del coro"), candidato ufficiale della Slovenia agli Oscar 2026 e racconto di amicizia e conflitti tra donne e del risveglio della sensualità femminile.

In programma c’è anche "Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song", film di debutto di Ester Ivakič e premio speciale della giuria all’ultimo Torino Film Festival.

Ancora, torna a Trieste Sonja Prosenc con il film "Zgodovina ljubezni" ("History of Love"): dopo la morte della madre e la scoperta di sapere ben poco su di lei, l’adolescente Iva sprofonda in uno strano mondo quasi onirico, lontano dalla realtà. "Cent’anni" di Maja Doroteja Prelog è il ritratto di Blaž che, sopravvissuto a una malattia terminale, parte per un arduo Giro d’Italia celebrativo. Con lui c’è la sua compagna, incaricata di immortalare il trionfale tour in bicicletta: una testimonianza senza filtri, dedicata all’amore e al cambiamento.

Infine, "Duhovnica" ("Donna di Dio") di Maja Prettner racconta la vicenda intima di una sacerdotessa luterana.

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