Commercio internazionale
Bruxelles, via libera provvisorio al Mercosur dopo l’ok in Sudamerica. «Accordo storico per le imprese»
Il patto di libero scambio sarà applicato prima del voto del Parlamento, in standby dopo aver fatto ricorso alla Corte di Giustizia. Decisiva la ratifica di Argentina e Uruguay
Von der Leyen difende il trattato commerciale: «Tra i più significativi dall’inizio del secolo, ora aspettiamo anche Brasile e Paraguay». Eurocamera divisa: l’applicazione temporanea rischia di complicare l’approvazione definitiva
La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen (Olivier Matthys, Ansa)
BRUXELLES – Dopo oltre un mese di stallo arriva il via libera al patto commerciale fra Unione europea e Mercosur. A essere precisi, si tratta di un via libera «provvisorio», in virtù della disposizione prevista dai Trattati che consente alla Commissione di applicare in maniera temporanea il testo dell’accordo in attesa della pronuncia da parte della Corte di Giustizia europea. A sbloccare l’impasse su quello che Ursula von der Leyen ha definito «un accordo storico, tra i più significativi dall’inizio del secolo» è stata la ratifica formalizzata da Argentina e Uruguay, ultimo step burocratico che ha permesso all’esecutivo Ue di “forzare la mano” e disporre l’applicazione provvisoria del trattato di libero scambio con il blocco sudamericano. Dopo che Buenos Aires e Montevideo hanno fatto da apripista, la «previsione» di von der Leyen è che anche Brasile e Paraguay «seguiranno a breve», completando il quartetto di Paesi del Mercosur implicati nell’abbattimento del 90% dei dazi reciproci con l’Europa.
Entrando nel merito, la presidente della Commissione ha ricordato come il deal fra Ue e Sudamerica aprirà le porte a un mercato di 720 milioni di persone fornendo «innumerevoli opportunità» alle imprese europee. Il Mercosur, sostiene von der Leyen, «taglia miliardi di dazi doganali, permette alle piccole e medie imprese di accedere a mercati e crescere in dimensioni che prima potevano solo sognare e conferisce all'Europa un vantaggio strategico di primo arrivato, in un mondo di forte concorrenza e orizzonti brevi». Per essere tale, questo vantaggio ha bisogno di «concretizzarsi». Da qui la decisione di dare seguito a un’attuazione «per sua natura provvisoria»: per essere «pienamente concluso», l’accordo già approvato dal Consiglio deve ottenere il via libera finale dal Parlamento europeo, lo stesso che a gennaio ne aveva bloccato l’entrata in vigore approvando il ricorso alla Corte di Giustizia.
Nella visione di Palazzo Berlaymont, l’applicazione provvisoria dell’accordo con il Mercosur consentirà all’Europa di diventare «più forte e più indipendente», offrendo a imprese, lavoratori e cittadini l’opportunità di «trarne beneficio il prima possibile». A dare il benvenuto al trattato di libero scambio previsto in avvio da inizio aprile è anche il commissario per il Commercio, la sicurezza economica, le relazioni interistituzionali e la trasparenza, Maroš Šefčovič, che saluta «con orgoglio» l’applicazione provvisoria di un accordo «fondamentale»: per le aziende, perché permette di «cogliere nuove opportunità», per un commercio «basato sulle regole», ma anche per la credibilità dell’Europa «come partner affidabile».

Per Bruxelles il Mercosur taglia miliardi di dazi e apre nuovi mercati. «Per le imprese più opportunità che prima si potevano solo sognare»
Dopo oltre 25 anni di negoziati e lunghi periodi di stallo istituzionale, adesso l’esecutivo Ue si schiera a difesa dell’accordo per non perdere quel vantaggio «da pionieri» richiamato anche da Ursula von der Leyen. Nei giorni scorsi era stato lo stesso Šefčovič a fare scaricabarile sugli eurodeputati ribadendo come la volontà di appellarsi ai giudici di Lussemburgo sia dipesa proprio dall’emiciclo: «Avreste potuto votare su questo accordo, ma avete deciso di sottoporlo alla Corte di Giustizia e lo rispettiamo pienamente». Il che, tradotto, significa: visto che i Trattati ce lo consentono, alla fine la decisione se applicare o meno il Mercosur – seppur in via provvisoria – spetta alla Commissione, e con il via libera del Sudamerica abbiamo dato seguito a quanto deliberato dagli Stati membri.
Dal Parlamento, intanto, le reazioni non si sono fatte attendere. I Popolari, famiglia politica di Ursula von der Leyen, accolgono di buon grado un accordo che – sottolineano in una nota - «in un periodo di stagnazione economica e insicurezza geopolitica genera crescita e rafforza il peso strategico dell’Europa». Positivo anche il giudizio di Bernd Lange, presidente della Commissione parlamentare per il Commercio internazionale: sottolineando una «situazione eccezionale» in cui l’Eurocamera potrà votare soltanto dopo la pronuncia della Corte, il socialdemocratico tedesco ha ricordato come «le norme sul commercio internazionale vengono costantemente violate da altri», in riferimento alla querelle sui dazi Usa di cui proprio Lange ha confermato il rinvio del voto in attesa di ricevere maggiore «chiarezza» da parte di Washington.
La scelta di applicare provvisoriamente il Mercosur prima della pronuncia definitiva della Corte offre, però, anche l’occasione di rafforzare le posizioni di chi da tempo si oppone all’attuale architettura dell’accordo, con un occhio alle dinamiche interne agli Stati membri. E così, per quel complesso meccanismo che regola il funzionamento dell’Eurocamera, accade che la copresidente del gruppo The Left ed esponente de La France Insoumise, Manon Aubry, finisca gomito a gomito con il presidente dei Patrioti e del Rassemblement National, Jordan Bardella. Mondi politici opposti per i due eurodeputati francesi, accomunati dal “no” al Mercosur che trova proprio a Parigi terreno fertile sulla spinta del mondo agricolo: lo stesso che ora minaccia nuove proteste in nome della democrazia.

25
anni di negoziati
750 miliardi
mercato integrato potenziale
31
paesi coinvolti
4 miliardi/anno
risparmi per esportatori Ue

Lange (Socialisti): «Dall’Ue certezze per produttori e consumato mentre gli altri violano le norme commerciali» Bardella (Patrioti): «Danni per agricoltura e sovranità alimentare»



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