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Simone Matteis

27 Febbraio 2026, 20:00

Le capitali

Macron: «La decisione è stata una sorpresa spiacevole». Positive Roma, Berlino e Madrid

Macron: «La decisione è stata una sorpresa spiacevole». Positive Roma, Berlino e Madrid

Il Presidente francese, Emmanuel Macron (Yoan Valat, Ansa)

La decisione con cui la Commissione europea ha scelto di applicare in via provvisoria il trattato di libero scambio tra l’Ue e i Paesi del blocco Mercosur riaccende la miccia dello scontro politico attorno all’accordo siglato a inizio gennaio da Ursula von der Leyen ad Asunción. Uno scontro che si consuma dentro ma soprattutto al di fuori delle istituzioni comunitarie, lungo la faglia che separa Italia, Germania e Spagna dalla Francia, che guida con la Polonia il fronte dell’opposizione. Il presidente Emmanuel Macron ha definito «una spiacevole sorpresa» la mossa della Commissione e «la strada sbagliata» per il Parlamento: «È una grande responsabilità nei confronti degli agricoltori che hanno espresso le loro preoccupazioni ed è anche una grande responsabilità nei confronti dei cittadini europei e dei loro rappresentanti che non sono stati adeguatamente rispettati», ha dichiarato Macron durante una conferenza stampa in occasione della visita del primo ministro sloveno Robert Golob.

A premere su Parigi sono, ancora una volta, le spinte del comparto agricolo, rappresentato da quei trattori divenuti il simbolo stesso della protesta europea contro un accordo che buona parte dei produttori e delle relative associazioni di categoria ritiene dannoso per l’agricoltura continentale nonostante le continue rassicurazioni – tecniche ed economiche – fornite da Bruxelles. «I nostri agricoltori non saranno sacrificati», tuonano dalla lobby francese Fnsea, definendo una «inaccettabile negazione della democrazia» la decisione di applicare i termini dell’accordo in modo tale da «ignorare il deferimento alla Corte di giustizia europea e aggirare gli Stati membri e il Parlamento».

Posizioni diametralmente opposte sono quelle espresse invece dal governo italiano. Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, l’accordo Ue-Mercosur rappresenta «un impulso positivo per le nostre esportazioni, che continuano a contribuire alla crescita economica dell'Italia». Soddisfatto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha definito il patto «un grande volano per il Made in Italy» aggiungendo poi che «è importante fare presto perché, in attesa delle condizioni molto più favorevoli contenute nell’intesa, si ferma l’export». Lo scorso dicembre era stato proprio il governo italiano l’ultimo a cedere sul Mercosur, dopo aver ottenuto da Bruxelles una serie di rassicurazioni calcolate in almeno 45 miliardi di euro sbloccati o, per meglio dire, resi disponibili anticipatamente agli agricoltori di tutta Europa.

Chi invece sostiene da tempo l’accordo commerciale è la Germania, con il cancelliere Friedrich Merz che in tempi non sospetti definiva il patto Ue-Mercosur una «pietra miliare dell’economia europea. Oggi il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha dichiarato: «Questa è l'ora dell'Europa, con l'applicazione provvisoria da parte della Commissione europea, le aziende e le persone di entrambi i continenti potranno finalmente beneficiare di maggiore prosperità e crescita». Tra le grandi economie del continente, anche la Spagna vede di buon occhio un accordo commerciale che, secondo le stime, creerà la più grande area di libero scambio al mondo se si considera il prodotto interno lordo combinato di entrambe le regioni coinvolte. «La Spagna sostiene la decisione della Commissione europea di applicare provvisoriamente l'accordo Ue-Mercosur, dopo la sua ratifica in Argentina e Uruguay», commentano dal ministero dell'Economia di Madrid, rimarcando le «grandi opportunità per i produttori, le imprese e i lavoratori» rese possibili proprio dal via libera provvisorio decretato ieri a Bruxelles dall’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen.

Dall’Italia

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è espressa sulla creazione di zone di libero scambio. Intervistata da Bloomberg a proposito dei dazi americani, la premier ha dichiarato: «Ritengo che i dazi tra Europa e Stati Uniti siano un errore. Dovremmo andare nella direzione diametralmente opposta, ovvero muoverci verso un’area di libero scambio». Ma per farlo «bisogna chiaramente essere in due». Un appello rivolto alla Casa Bianca e al Presidente Donald Trump, dopo la decisione della Corte Suprema di bocciare lo strumento con cui il tycoon ha applicato extra-tariffe ai partner di tutto il mondo, Europa compresa. Sul rapporto con gli Usa, Meloni ha aggiunto: «Abbiamo cercato di alleggerire il più possibile la situazione», ma l’unica strada resta «un accordo sostenibile e ragionevole».

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